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I quadri di sovrapposizione con altre malattie

 

Prof. Roberto Gerli Ordinario di Reumatologia, Università degli Studi, Perugia

Dott.ssa Elena Bartoloni  Ricercatrice Universitaria, Università degli Studi, Perugia


E’ ben noto che pazienti affetti da una definita patologia autoimmune possono, durante il decorso della loro malattia, sviluppare una concomitante malattia autoimmunitaria, sia diffusa a tutto l’organismo che localizzata in un singolo organo. In particolare, in alcuni studi è stato dimostrato che circa un terzo dei pazienti con Sclerosi Sistemica (SSc)   presentano una concomitante malattia autoimmune, malattia che può manifestarsi o prima della comparsa della Sclerosi Sistemica (SSc)   stessa o successivamente a questa. I meccanismi che innescano in uno stesso paziente la comparsa di più patologie autoimmuni sistemiche non sono noti; tuttavia, è stato ipotizzato che alcuni fattori, tra cui una particolare predisposizione genetica, variazioni ormonali, infezioni virali e meccanismi di alterata regolazione della risposta immunitaria, possano giocare un ruolo rilevante in tali patologie.

Tra le patologie autoimmunitarie organo-specifiche (le cui manifestazioni, cioè, sono legate all’interessamento di uno specifico organo o apparato), la tiroidite autoimmune è sicuramente la forma più frequentemente riscontrata in pazienti con Sclerosi Sistemica (SSc)  , essendo riportata con una frequenza pari a circa il 15%. In questi casi, oltre alle manifestazioni cliniche legate all’alterata funzionalità della ghiandola tiroidea, è possibile riscontrare la presenza di anticorpi specifici anti-tiroide nel sangue. Altro organo che può essere interessato da un danno di tipo autoimmune, sebbene molto più raramente, è il fegato. Infatti, pazienti con sclerodermia possono presentare la coesistenza di una cirrosi biliare primitiva, patologia che colpisce più direttamente le vie biliari e può provocare ittero, prurito ed incremento degli indici di colestasi nel sangue (-GT, fosfatasi alcalina, bilirubina totale), o di una epatite autoimmune, che spesso può essere asintomatica e presentarsi solo con un aumento delle transaminasi. Anche in questo caso, è possibile riscontrare nel sangue la presenza di autoanticorpi specifici che facilitano la diagnosi. Negli ultimi anni, infine, è stata dimostrata una aumentata incidenza di malattia celiaca in pazienti con sclerodermia; anche in questo caso, una particolare predisposizione genetica, unitamente alla alterata funzionalità del sistema immunitario che caratterizza questi pazienti, oltre alla maggiore sensibilità nella diagnosi, possono giustificare tale aumentato riscontro.

La Sclerosi Sistemica (SSc) può essere però frequentemente associata alla coesistenza di altre patologie autoimmuni ad impegno sistemico, cioè con manifestazioni cliniche legate all’interessamento, spesso contemporaneo, di più organi. È di frequente riscontro l’associazione della Sclerosi Sistemica (SSc)  , all’esordio o durante il suo decorso, con la polimiosite, una malattia autoimmune che colpisce elettivamente il tessuto muscolare. Tali sindromi, note come forme “overlap”, sono appunto caratterizzate da un interessamento infiammatorio del tessuto muscolare, determinante spesso debolezza ai muscoli degli arti superiori ed inferiori, ed interessamento fibrotico del tessuto polmonare, che in genere si associa alla comparsa di affanno nell’esecuzione delle attività quotidiane. Talvolta, può associarsi un ben caratteristico interessamento cutaneo, tipicamente localizzato al dorso delle mani, al volto ed alla porzione anteriore del torace, che caratterizza una forma autoimmune nota come dermatomiosite. In tale forma “overlap” è spesso possibile osservare la presenza nel sangue di specifici autoanticorpi che risultano di ausilio per la diagnosi.

Oltre alla Sindrome di Sjögren, malattia autoimmune cronica che spesso può associarsi alla Sclerosi Sistemica (SSc)  , altra patologia su base autoimmunitaria che può complicare il decorso della Sclerosi Sistemica (SSc) , anche se con minor frequenza, è il lupus eritematoso sistemico. In questo caso, si può osservare un concomitante interessamento infiammatorio delle piccole articolazioni delle mani, la presenza di particolare lesioni cutanee al volto o al torace e, talvolta, un processo infiammatorio a carico delle strutture sierose che rivestono i polmoni (pleura) ed il cuore (pericardio). Più rara è invece l’associazione tra la Sclerosi Sistemica (SSc)   e la comparsa di una concomitante artrite reumatoide, riportata in circa il 3%-5% dei pazienti affetti da SSc. In questo caso, è stato dimostrato che oltre al fenomeno di Raynaud, caratteristica manifestazione clinica della Sclerosi Sistemica (SSc)  , si può osservare una concomitante infiammazione delle piccole articolazioni delle mani, associata a significativa rigidità mattutina, talvolta complicata da processi erosivi della superficie ossea articolare. In questo caso, sarà di ausilio ai fini diagnostici la dimostrazione della positività del fattore reumatoide e, soprattutto, di alcuni autoanticorpi, noti come anticorpi anti-citrullina, riscontrabili quasi esclusivamente in pazienti con artrite reumatoide.

Pertanto, nei pazienti con Sclerosi Sistemica (SSc)  , sia all’esordio che durante il decorso della malattia, appare chiara l’importanza di valutare attentamente la presenza di elementi clinici o sintomi indicativi di una possibile concomitante patologia autoimmunitaria o articolare cronica. Questo non solo ai fini diagnostici ma anche allo scopo di impostare una terapia adeguata per il trattamento delle differenti manifestazioni legate alla diversa espressività clinica delle patologie autoimmunitarie coesistenti.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 23 Marzo 2011 15:28)

 

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