La Riabilitazione e l’ Attività Motoria Adattata per il recupero funzionale dei malati con Sclerosi Sistemica
Prof. Alessandro Mathieu Professore ordinario di Reumatologia presso l’Università di Cagliari
Dr. Iosto Tradori Dottore di Ricerca in Discipline delle Attività Motorie, e Assegnista di Ricerca presso il Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Cagliari con progetto di ricerca sulla Attività Motoria APA nella Sclerosi Sistemica
Nella Sclerosi Sistemica (SSc) le alterazioni a carico del polmone, del cuore e del microcircolo, e della cute sono quelle che condizionano maggiormente la prognosi o specifiche capacità funzionali e la qualità di vita. Queste stesse alterazioni sono anche quelle verso le quali sono stati indirizzati programmi di esercizio fisico differenziati in trattamento specifico riabilitativo (Tab.1) o riabilitativo/preventivo (Tab.2) che si dimostrassero efficaci nel determinare un miglioramento della qualità di vita e della funzionalità respiratoria, cardiaca e vascolare, nonché della motilità delle mani o della apertura della bocca in pazienti affetti da Sclerosi Sistemica (SSc) . Si può ritenere in linea di massima, anche se non esistono dimostrazioni formali in tal senso, che l’intervento preventivo riservi migliori risultati in termini di efficacia. In tale malattia però le variabili legate alle forme cliniche (diffusa e limitata) e all’espressione di malattia nei singoli individui rendono particolarmente difficile giungere ad evidenze rigorose. Al fine di valutare l’efficacia della pratica motoria di per sé, vanno tenuti in considerazione in primo luogo gli studi in cui non fossero ammesse o comunque intervenute durante lo studio variazioni del trattamento farmacologico. Nelle due Tabelle vengono elencati e schematizzati alcuni studi selezionati, esemplificativi dei risultati ottenibili con programmi di riabilitazione o di attività motoria adattata con diversa finalità, applicati a differenti aspetti di malattia.
Per quanto riguarda la funzione cardiaca, gli studi dedicati più specificamente a questo aspetto sono quelli identificati dalle lettere H, I, L della Tab.2. Essi mostrano che un programma di allenamento cardiovascolare ad intensità moderata è in grado di migliorare la funzionalità e l’efficienza cardiaca per i seguenti aspetti:
- un incremento significativo della durata di esercizio (sino al 46.5%) (Pinto et al. 2010),
- una riduzione della frequenza cardiaca basale (Pinto et al. 2010);
- un aumento dell’intensità massima di esercizio dimostrato da un aumentato picco di lattato ematico (45% nel gruppo di pazienti e 29% nei controlli) (Oliveira et al. 2009)
- un incremento della massima frequenza cardiaca raggiunta (5% nel gruppo di studio) (Oliveira et al. 2009),
- una diminuzione della frequenza cardiaca nella misura del 10% durante il six-minute-walking-test (6-MWT) (Antonioli et al. 2009).
Per quanto concerne la funzionalità polmonare gli studi dedicati sono quelli identificati dalle lettere H, I, L della Tab.2. Essi mostrano che un programma di allenamento aerobico ad intensità moderata è in grado di migliorare la funzionalità e l’efficienza polmonare in accordo con i seguenti risultati dei rispettivi studi citati:
- aumento della durata di esercizio (46.5%) (Pinto et al. 2010),
- aumento della capacità aerobica (incremento della soglia anaerobica) e del carico lavorativo (Pinto et al. 2010),
- aumento del massimo consumo di ossigeno raggiunto (picco VO2 ) (+13%) (Oliveira et al. 2009),
- aumento dell’intensità massima di esercizio dimostrato da un aumentato picco di lattato (45% nel gruppo di pazienti e 29% nei controlli) (Oliveira et al. 2009),
- aumento della saturazione dell’ossigeno a riposo (2%) e sotto sforzo (8%) (Oliveira et al. 2009),
- Diminuzione del 27% della dispnea percepita nella misura media durante il 6-MWT (Antonioli et al. 2009)
Per quanto concerne le alterazioni a carico del microcircolo gli studi dedicati sono quelli identificati dalle lettere A, B, C, D, E, F della Tab.1. e L della Tab.2. Essi mostrano che un programma di esercizio fisico specifico per il trattamento distrettuale per le mani e per il viso possa determinare un miglioramento della funzionalità ridotta dall’alterazione a carico del microcircolo in accordo con i seguenti risultati dei rispettivi studi citati:
1. migliorata funzionalità della mano ottenuta dalla partecipazione a programmi di esercizio fisico comprendenti esercizi attivi e passivi abbinati a massaggi e stretching delle dita delle mani (38%) (Maddali-Bongi et al. 2009 b) e all’idrokinesiterapia (41%) (Maddali-Bongi et al. 2009 a),
2. soli esercizi di stretching (7%) (Mugii et al. 2006), esercizi attivi e passivi abbinati al trattamento con paraffina (Mancuso et al. 2009),
3. (flessione delle dita +25% rispetto ai valori dei controlli, +16% ) (Sanqvist et al. 2004),
4. esercizi di stretching delle dita abbinato all’esercizio aerobico quale la deambulazione di intensità sotto soglia anaerobica (33% destra, 65% sinistra) (Antonioli et al. 2009);
5. aumentata apertura della bocca ricercata da programmi di esercizi che prevedevano esercizi di stretching dei muscoli facciali (+41.5%) (Pizzo et al. 2004) anche in abbinamento a esercizi di divaricazione passiva della bocca (18%) (Naylor et al. 1984).
In sintesi, la letteratura attuale sulle tecniche riabilitative e preventive/adattate è costituita da studi che valutano l' efficacia del trattamento con calore in mezzo liquido, esercizi di stretching per la mano e viso, massaggio connettivale, mobilizzazione articolare e l'esercizio fisico aerobico. Questi studi dimostrano un miglioramento nella motilità articolare, nella funzionalità della mano e resistenza cardio-polmonare. Anche se i risultati di questi studi sono promettenti, sono necessari studi controllati in ampie coorti con follow-up a lungo termine per determinare la validità ed il ruolo della Riabilitazione e della Attività Motoria Preventiva e Adattata (APA) nel trattamento non farmacologico dei pazienti affetti da Sclerosi Sistemica (SSc) .
Studi selezionati esemplificativi delle attività motorie adattate e riabilitative con diversa finalità applicate a differenti aspetti di malattia.
Tabella 1 . Studi sul trattamento riabilitativo nei pazienti con Sclerosi Sistemica (SSc)
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AUTORI |
POPOLAZIONE |
DISEGNO |
INTERVENTO |
DURATA |
RISULTATI |
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A) Bongi et al. (2009 a) |
20: 10 VS 10 (controllo) Durata media malattia: 9.0 anni |
RCT |
Esercizi attivi e passivi della mano e del viso abbinati al massaggio e all’idrokinesiterapia
Controllo: nessun programma di esercizio fisico. |
9 settimane + 9 settimane (follow-up) |
Miglioramento della funzionalità della mano (41%; 37% al follow-up ), dell’apertura della bocca (17%; 41% al follow-up) e della qualità di vita (25%; 33% al follow-up). Casi di Controllo: nessun cambiamento |
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B) Maddali-Bongi et al. (2009 b) |
40: 20 VS 20 (controllo) Durata media malattia: 9.0 anni |
RCT |
Esercizi attivi e passivi della mano abbinati al massaggio e allo stretching a casa
Controllo: solo stretching a casa |
1 ora al giorno per 2 volte la settimana per 9 settimane +9 settimane di follow-up |
Miglioramento della funzionalità della mano ( 38%; 31% al follow-up ): chiusura della mano (34%, 35% al F-U). casistica di controllo 46%, non mantenuto al follow-up ) e della qualità di vita ( 39%; 41% al follow-up). |
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C) Mancuso et al. (2009 ) |
3 Durata media malattia: 20 anni
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Studio di Singoli Casi |
Esercizi della mano (flessione, estensione dita e abduzione del pollice)abbinati al trattamento con paraffina
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30 minuti circa per 5 volte la settimana per 8 settimane |
Miglioramento della funzionalità della mano e dell’elasticità della cute. |
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D) Mugii et al. (2006) |
42 Durata media della malattia: 5 anni |
Pre-test Post-test |
Esercizi di stretching delle dita della mano |
15 minuti circa al giorno per 1 anno |
Miglioramento della funzionalità della mano (mobilità articolare passiva della mano) al primo mese di trattamento (destra 4.5%, sinistra 4,1%),ulteriore miglioramento dopo un anno (destra 7%, sinistra 6.2%) |
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E) Sanqvist et al. (2004) |
17: 17 mani destre VS 17 mani sinistre (controllo) Durata media malattia: 6 anni |
RCT |
Esercizi della mano abbinati al trattamento con paraffina
Controllo: solo esercizi della mano |
1 volta al giorno per 1 mese |
Miglioramento della funzionalità della mano e dell’elasticità della cute maggiore (flessione delle dita + 25% rispetto ai valori dei controlli , 16%) |
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F) Pizzo et al. (2004) |
10 con apertura della bocca <30 mm Durata media della malattia: non riportata |
Pre-test Post-test |
Esercizi di stretching dei muscoli facciali |
15 minuti circa per 2 volte al giorno per 18 settimane |
Miglioramento dell’apertura della bocca (+41.5%) e facilitazione della cura dell’igiene orale |
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G) Naylor et al. (1984) |
9: 5 VS 4 (studio cross-over) Durata media della malattia: non riportata
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RCT |
Esercizi di Stretching dei muscoli facciali con divaricazione bocca. A 3 mesi viene istruito a continuare il programma di intervento. Controllo: Esercizi di tonificazione con stretching dei muscoli facciali. A 3 mesi riceve il programma di intervento. |
15 minuti circa per 2 volte al giorno per 3 mesi |
Miglioramento dell’apertura della bocca: A 3 mesi 5.6 mm (+14.7%) (rispetto ai controlli (3.0 mm, 8%). A 6 mesi con programma invertito nei 2 gruppi: ulteriori 5.7 mm (15%) nei controlli ora gruppo di studio e 1.5 mm (+4%) nel gruppo di studio divenuto gruppo di controllo. |
Tabella 2. Studi sull’Attività Motoria Adattata nei pazienti con Sclerosi Sistemica (SSc)
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AUTORI |
POPOLAZIONE |
DISEGNO |
INTERVENTO |
DURATA |
RISULTATI |
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H) Pinto et al .(2010) |
11 Durata media della malattia: non riportata
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Pre-test Post-test |
Allenamento combinato della forza muscolare e della capacità aerobica |
12 settimane |
Miglioramento della forza muscolare arti superiori (13%) , inferiori (41%), della mano (11%) Aumento della durata di esercizio (46.5%) con riduzione della Frequenza Cardiaca basale e aumento della capacità aerobica e del carico lavorativo. |
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I) Oliveira et al. (2009) |
12: 7 donne VS 7 donne sane Durata media della malattia: 5.6 anni |
CCT |
Esercizio aerobico su treadmill |
1 ora per 2 volte la settimana per 8 settimane |
Miglioramento della capacità aerobica: (piccoVO2 +13% (gruppo di studio), +8% (controllo sano). Aumento dell’intensità massima di esercizio: picco di lattato +45% (gruppo di studio), 29% (gruppo di controllo); aumento della massima frequenza cardiaca raggiunta +5% nel gruppo di studio. Aumento della saturazione dell’ossigeno: +2% a riposo e +8% sotto sforzo (intervento) |
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L) Antonioli et al. (2009) |
23: 16 VS 17 (controllo) Durata media di malattia: 14.5 anni, 9.0 anni (controllo) |
CCT |
Esercizio aerobico su treadmill e camminata abbinato a esercizi di stretching delle dita
Controllo: nessun programma di esercizio |
30 minuti al giorno per 2 settimane |
Miglioramento della funzionalità della mano (33% destra, 65% sinistra) e della qualità di vita (funzione fisica +35%, salute mentale +20%). Diminuzione della FC (10%) e della dispnea (27%) durante la deambulazione nel 6MWT. |
Bibliografia essenziale
[A] Maddali Bongi , Del Rosso A, Galluccio F, Sigismondi F, Miniati I, Conforti ML, Nacci F, Cerinic MM. Efficacy of connective tissue massage and Mc Mennell joint manipulation in the rehabilitative treatment of the hands in systemic sclerosis. Clin Rheumatol. 2009;28:1167-73.
[B] Maddali Bongi S, Del Rosso A, Galluccio F, Tai G, Sigismondi F, Passalacqua M, Landi G, Baccini M, Conforti ML, Miniati I, Matucci-Cerinic M. Efficacy of a tailored rehabilitation program for systemic sclerosis. Clin Exp Rheumatol. 2009 ;27 (3 Suppl 54):44-50.
[C] Mancuso T, Poole JL. The effect of paraffin and exercise on hand function in persons with scleroderma: a series of single case studies. J Hand Ther. 2009 ;22:71-7.
[D] Mugii N, Hasegawa M, Matsushita T, Kondo M, Orito H, Yanaba K, Komura K, Hayakawa I, Hamaguchi Y, Ikuta M, Tachino K, Fujimoto M, Takehara K, Sato S. The efficacy of self-administered stretching for finger joint motion in Japanese patients with systemic sclerosis. J Rheumatol. 2006;33:1586-92.
[E] Sandqvist G, Akesson A, Eklund M. Evaluation of paraffin bath treatment in patients with systemic sclerosis. Disabil Rehabil. 2004;26:981-7.
[F] Pizzo G, Scardina GA, Messina P. Effects of a nonsurgical exercise program on the decreased mouth opening in patients with systemic scleroderma. Clin Oral Investig. 2003;7:175-8.
[G] Naylor WP, Douglass CW, Mix E. The nonsurgical treatment of microstomia in scleroderma: a pilot study. Oral Surg Oral Med Oral Pathol. 1984; 57:508-11.
[H] Pinto AL, Oliveira NC, Gualano B, Christmann RB, Painelli VS, Artioli GG, Prado DM, Lima FR. Efficacy and Safety of Concurrent Training in Systemic
Sclerosis. J Strength Cond Res. 2010, Nov 24. [In press]
[I] Oliveira NC, dos Santos Sabbag LM, de Sá Pinto AL, Borges CL, Lima FR. Aerobic exercise is safe and effective in systemic sclerosis. Int J Sports Med. 2009;30:728-32.
[L] Antonioli CM, Bua G, Frigè A, Prandini K, Radici S, Scarsi M, Danieli E, Malvicini A, Airo P. An individualized rehabilitation program in patients with systemic sclerosis may improve quality of life and hand mobility. Clin Rheumatol. 2009;28 :159-65.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 28 Marzo 2011 11:10)




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