La terapia domiciliare
Nonostante le richieste dei cittadini bisognosi di cure domiciliari nella fase acuta della malattia e i discorsi pronunciati da più parti sull’esigenza di un sistema sanitario meno “ospedale-centrico” e più orientato verso una medicina del territorio, ad oggi la soluzione al problema stenta ancora a decollare. La riflessione parte da un dato semplice e chiaro: il complesso dell’Assistenza Domiciliare integrata incide sulla spesa sanitaria per l’1,1%, rappresenta insomma poco più di un centesimo del totale della spesa sanitaria. Ma, ancora più grave è che, negli ultimi dieci anni, questo dato non è cambiato di una virgola: tale era nel 2001, tale è oggi. Occorre pertanto sensibilizzare le Istituzioni e l’opinione pubblica sui risvolti sociali e sull’opportunità di abbattimento dei costi attraverso una riorganizzazione del sistema sanitario che vada verso la “de-ospedalizzazione”, tesa cioè a ridurre i ricoveri in strutture pubbliche o private, per una sanità più umana ed accessibile, oltre che più vicina alle esigenze del malato. Investire nell’Assistenza Domiciliare non è né “superfluo” né “differibile”: investire oggi significa risparmiare domani, risparmiare in termini economici e ridurre le sofferenze per ridare dignità al malato.
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 23 Marzo 2011 18:16)




LE POLITICHE SOCIO ASSISTENZIALI 



















