I cannabinoidi quali potenziali agenti terapeutici nella Sclerosi Sistemica (SSc)
Dott.ssa Estrella Garcia Gonzalez, Dott. Enrico Selvi Sez. Reumatologia-Università di Siena
Sin dall’antichità, la cannabis sativa veniva utilizzata a fini terapeutici e le sue proprietà curative erano già descritte dalla medicina cinese nel 2000 a.C. In particolare, nel grande libro delle erbe “Pen-ts’ao Ching” era segnalata la capacità della cannabis di “abbattere i reumatismi”. Sebbene, anche Galeno accennava ai benefici terapeutici della canapa, l’interesse farmacologico per queste sostanze nella cultura occidentale nasce solo per un breve periodo nella seconda metà del XIX secolo, concludendosi poi con la promulgazione della legge proibizionista americana del 1937. Nel 1970 i cannabinoidi vengono completamente esclusi dalla farmacopea ufficiale.
Negli anni ’90 si riaccende l’interesse per queste sostanze, in seguito alla scoperta di un “sistema endocannabinoide” deputato al controllo di numerose funzioni fisiologiche quali infiammazione, dolore, immunità e crescita cellulare. Si scopre che questo sistema viene attivato da molecole endogene strutturalmente analoghe ai derivati naturali della cannabis. Dalla struttura dei principali componenti farmacologicamente attivi della cannabis sativa quali il tetraidrocanabinolo (THC), il cannabidiolo e il cannabinolo, si è partiti per la sintesi di molecole in grado di interagire selettivamente con il “sistema endocannabinoide”. Nascono così i cannabinoidi sintetici. Da allora è stato dimostrato che i cannabinoidi sono in grado di modulare l’infiammazione, il dolore, il sistema immunitario e la crescita tumorale. Attualmente i cannabinoidi vengono utilizzati nel trattamento di malattie neurologiche e della cachessia neoplastica. Tuttavia, le indicazioni terapeutiche sono al momento limitate dai ben noti effetti psicotropi.
Nel corso degli ultimi anni è emerso un grande interesse sui meccanismi che regolano la fibrosi in alcune malattie autoimmunitarie quali la Sclerosi Sistemica (SSc) . In questo ambito i cannabinoidi si sono dimostrati molecole di estremo interesse data la loro potente capacità di diminuire la produzione di collagene e di inibire l’attivazione dei fibroblasti, cellule deputate alla fibrosi patologica nella Sclerosi Sistemica (SSc). Questo effetto antifibrotico è stato finora dimostrato su modelli animali in cui dopo trattamento con cannabinoidi sintetici si è osservata una significativa riduzione della fibrosi cutanea.
La Sclerosi Sistemica (SSc) è una malattia alla cui base sono presenti alterazioni autoimmunitarie, infiammazione e fibrosi, meccanismi sui quali i cannabinoidi giocano un ruolo di controllo importante. Ulteriori studi dovranno confermare l’effetto su modelli di malattia a lungo termine. I cannabinoidi rappresentano così un interessante campo di studio per nuove molecole in grado di controllare i principali meccanismi patologici della Sclerosi Sistemica (SSc) . La sintesi di cannabinoidi ad azione selettiva periferica sarà inoltre di aiuto per il loro utilizzo nella pratica clinica, cercando di limitarne l’effetto psicotropo.
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4. ets
Ultimo aggiornamento (Domenica 27 Marzo 2011 13:41)




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